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un'autorità nelle cose inutili |
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Al Comune di Xxx
Ho girato tutte le strade del comune che Lei rappresenta e ho notato che fanno veramente cagare. Sembrano buttate giù alla rinfusa, come spaghetti giganti in un piatto enorme.
Distinti saluti
Xxx, lì 19/12/2003 |
L’aforisma del giorno
*Del giorno* in senso letterale
A Natale siamo tutti più buoni.
Ma oggi è ancora il 24, quindi non rompetemi i coglioni.
posted by Theclap 12:01 PM
Colazione
Io – Sai, era buonissimo il cappuccinopasta. Davvero.
La barista – Sì? Grazie.
Io – E poi, è bello essere accolti con un sorriso. Soprattutto a quest’ora.
La barista – [sorride]
Io – Posso sapere come si chiama la mia barista preferita?
La barista – [arrossendo] Milena.
Io – Mh. E tu, invece?
La barista – Ehm
Io – Scherzavo.
posted by Theclap 11:57 AM
Telefonate che ti arricchiscono
C - …e mi ha chiesto quattro o cinque volte di te, perché non venivi, perché non ti telefonavamo…
Io – Scolta, ma dimmi com’è lei, che io, cazzo, non me la ricordo mica
C – Guarda, ha due tette veramente enormi
Io – Ah
C – Enormi!
Io - …
C - Cioè, te mi devi promettere una cosa
Io – Se poss
C – Quando la spogli, ricordati come sono le tette, che poi me lo racconti
Io – Ma te sei malato. E poi, cazzo spoglio? Non mi ricordo neanche com’è
C – Prometti?
Io – Prometto. Ma prima, dimmi com
C – Perché sono veramente…
Io – … enormi?
C – Enormi!
Io – Sì: questo l’ho capito. Ok… ma il resto??
C – …
Io - Cioè, sa parlare? Lo riesce a fare un cazzo di discorso sensato? C’è con la testa? [pausa] Cazzo. [pausa] E poi, vorrei sapere: ce l’ha un busto che gliele tenga su? E un po’ di occhi, una bocca e un fottuto naso incastrati nella faccia? [pausa] Ce le ha le mani, le gambe, i denti, un culo, alcune ossa, almeno un rene, il fegato, la milza e tutti quei lavori lì o c’ha solo quelle due tette?
C – Veramente enormi!
Io – …
C - …
Io – Esci stasera?
C – Sì
Io – Allora, ci vediamo
C – Ok
Io – Ciao
C – Ciao
Click
posted by Theclap 11:34 AM
Auguri!
Come auguri di Natale, domani spedirò le cartoline che ho rubato questa estate in Spagna.
E bella grazia!
posted by Theclap 7:21 PM
Animali
La mia gatta fa sputtanare.
Ieri ha cagato in corridoio.
Non è stata simpatica.
posted by Theclap 8:07 PM
Sono un fenomeno sub-normale
Stamattina in macchina stavo ascoltando K-Rock che trasmetteva in anteprima una canzone di Alberto Morselli, ex cantante dei Modena e ho realizzato che Albertone ha la voce (bellissima, tra parentesi, appunto) *uguale* a quella di Brad Roberts, dei Crash Test Dummies. Ve li ricordate?
Non so se anche il dee-jay ha fatto questo stesso collegamento (conscio o in-) o se è stato un fottutissimo caso ma, finita la canzone, è partita immediatamente mmm mmm mmm mmm dei Crash test.
Quest'anno sarà almeno la quinta volta che mi succede qualcosa di questo tipo.
Ma io avevo chiesto la bilocazione, non la preveggenza. Cazzo me ne faccio della preveggenza, eh???
Bilocazione. Bilocazione, cazzo.
Oh!
posted by Theclap 5:50 PM
La bestia è l’uomo
Ti ho visto al bordo della strada. Il camion si è spostato solo un poco, e tu non ti sei neanche mosso, per via di quel fosso, a così pochi centimetri dalle tue zampe.
Avevi appena rischiato la vita, lo sapevi? Ti importava qualcosa ormai?
Mentre ti passavo di fianco, i nostri occhi si sono incrociati. Ho visto *la* tristezza e *il* disorientamento in quello sguardo.
Non voglio credere che ti trovassi lì per colpa di un figlio di puttana che ieri ti ha voluto, e oggi abbandonato come un giocattolo vecchio, proprio te che non gli hai dato altro che *amore disinteressato* per tutta la tua vita. Non ci posso credere. Non può esistere una bestia così spietata.
posted by Theclap 5:49 PM
A grande richiesta...
... L'aforisma del giorno
Quando ti sembra di aver dimenticato qualcosa, è perché lo hai fatto, ma non stare a scervellarti: non ti verrà mai in mente, finché non sarà ormai troppo tardi per tornare indietro.
posted by Theclap 4:44 PM
Ottanta di questi anni
- Nonna, domenica bisogna che andiamo fuori a mangiare, che compi ottant'anni.
- No, no: me dmànga a vag a zughèr a tombola. [No, no: domenica vado a giocare a tombola]
posted by Theclap 12:35 PM
Mi sono sempre dimenticato...
.... ma non posso esimermi.
"Siamo davanti ad un miserabile fallimento."
"Miserabile cosa?"
"Miserabile fallimento, m i s e r a b i l e f a l l i m e n t o. Capito?"
"Si. miserabile fallimento."
"Oh, bravo. O altrimenti miserable failure, che tanto è la stessa cosa."
posted by Theclap 12:34 PM
Ladies and gentlemen, we got him
La vera storia della presunta cattura del falso Saddam
“Va bene questa! Abbiamo finito.”
Applausi, sorrisi, brusio.
Le macchine da presa vengono spente, appena prima dei riflettori.
Il finto Saddam dà qualche pacca sulle spalle al finto medico militare statunitense, che di professione fa l’attore e gli dice che i capelli vanno bene, spuntati così, ma la barba non stava poi male. Faceva più *uomo vissuto*: perché gliel’aveva tagliata? Il finto medico gli ricorda che era stabilito così nei termini del contratto che avevano firmato in quel ristorantino italiano vicino a Manhattan, ma si accorge subito che il finto Saddam stava ridendo e sorride anche lui della battuta.
Ancora complimentandosi, si avviano piano piano verso il tavolino dove Saddam, quello vero, Bush senior, quello vero, e Bush junior, quello vero - col tovagliolino al collo - avevano appena finito l’ennesima bottiglia di Jack Daniel’s.
“Bravi, bravi” esulta Bush senior, quello vero. Prende la bottiglia per versare due bei bicchierotti di whisky, e si accorge che è vuota. “George dabliu, non vedi che è vuota, testa di cazzo? Torna in quel fottuto bar e prendi qualcosa di decente, stavolta. Capito?”
“Sì, sì, sì babbo” quasi piange.
Bush senior, quello vero, si rivolge a Saddam, quello vero “Scusalo, vè, ma porcodio, non ci arriva mica da solo. Devono essere stati tutti quei cazzo di acidi che si è fatto nel ’68.”
“No, ma figurati!” lo tranquillizza Saddam, quello vero “lo so bene cosa vuol dire addestrare dei sosia.”
“Eh, già.”
“…”
“Scolta, ma secondo te, ci crederanno?”
“Guarda, il filmato è venuto abbastanza bene. Secondo me basta che gli dici al finto Paul Bremer di creare un po’ di suspance e siamo a posto.”
“Hmmm”
“E poi, dai, al massimo dopo qualche oretta, facciamo un comunicatino dalla White House [.com, cioè *quella vera*, un puttanaio - nda] che è stato confrontato il DNA, e che è lo stesso e bla bla bla… dai, le solite stronzate. Lo sai meglio te di me.” afferma tranquillo Saddam, quello vero “Problemi zero”. “Poi un’altra cosa” continua “adesso il nanerottolo ci dovrà un favore.”
“Hahaha, vecchio, hai proprio ragione. Gli abbiamo salvato il culo... Però mi sarebbe piaciuto farmi qualche risata alle sue spalle.”
“A chi lo dici! Chissà che puttanate avrebbe detto ai giornalisti per giustificare la sconfitta del Milan. Potevamo farlo uscire domenica prossima, il filmato, a saperlo prima. E farci quattro sghignazzate. Mi sono anche fatto portare un fumo buonissimo da Copenhagen. Sai te che risate?” dice Saddam, quello vero. “Però te lo immaginavi che il Milan avrebbe perso col Boca?”
“Io??? Massè!. Avevo scommesso l’1% degli stipendi dei metalmeccanici immigrati sulla vittoria del Milan” afferma sconsolato Bush senior, quello vero.
“Eh, sono brutti colpi. Lo so, lo so” lo consola Saddam, quello vero, chinandosi avanti e dandogli una pacca di conforto sulle spalle.
“… (Annuisce triste)”
“Sai cazzo facciamo?”
“Cosa?”
“Domani ci presentiamo di sorpresa ad Arcore e ci facciamo fare due belle cotolette con un chilo di patate fritte e cinque o sei bocce di Teroldego. Poi stiamo lì a dormire e, finche ci siamo, Martedì si va da Fini a fargli i complimenti per quelle dichiarazioni fasulle che ha fatto fare al suo sosia ad Israele e ci facciamo offrire un’altra mangiata da scoppiare. Altro che stipendio dei metalmeccanici.”
“Cazzo, questa sì che è una buona idea.” risponde Bush, quello vero “e sai cosa ti dico? Trovo anche una scusa del cazzo per non pagare quella taglia di 25 milioni di bigliettoni verdi. Tanto lo si sapeva già dall’inizio, che nessuno avrebbe mai visto quei soldi.”
“ Grande idea. Però c’è un problemino” fa Saddam, quello vero, e indica con la testa George dabliu, quello vero, che stava entrando con un’altra bottiglia di Jack Daniel’s, quello imbevibile.
“No, no, per quello, stai pure tranquillo: ho già la gola secca.”
“No, dicevo tuo figlio, non la bottiglia.”
“Beh, oh, gli scriverò qualche post-it con delle banalità sconcertanti, come al solito. Poi tanto c’è tempo, c’è ancora qualche mesetto, prima delle presidenziali. A tutto c'è un rimedio.” lo rassicura Bush, quello vero, che continua “Dai, su, poche storie: ho voglia di vino e figa made in Italy. Andiamo a preparare le nostre cose.”
“Ti serve un passaggio sulla Limousine?” chiede Saddam, quello vero.
“No, sono in Ciao.”
“Allora, a domani, vecchio puttaniere”
“Lo porti tu il fumo?”
“Sì, sì, tranquillo. Te pensa alla birra.”
“Ok ci penso io. A domani."
Vroom... Vroooooom.
"… bells will ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling and you'll sing "Vita bella" hearts will play tippy-tippy-tay, tippy-tippy-tay like a gay tarantella... ”
Vroooooooooooooooooooooooooooommmmmmmmmmmmmmm
posted by Theclap 11:58 PM
Posto di lavoro – Quarta parte
… tooommigAaAn [Disconnetti] ... iueinteppylessiugotuan [Strumenti] [Opzioni Internet…] … tooommigAaAn [Cancella Cronologia] [Ok] … eintgonnasciotzeplaisap giustforfan [Impostazioni…] [Visualizza file…] … meibiuondai o lo lo [Ctrl+5 (tn)] [Canc] [Sì] [Alt+F4] … meibiuonzchillforiscauntri [Ok] [Ok] [Alt+F4] … uadeveriuanz isgonnagedit [Start] [Chiudi sessione…] [Annulla] … tooommigAaAn [(sulla barra degli strumenti) Right click] [Proprietà] … iudbedertrihiddaunoracastomran [Applicazioni del menu Avvio] [(menu dati recenti) Cancella] [Ok] … tooommigAaAn [(sul cestino) Right click] [Svuota cestino] [Sì]… ueitinindieirportillchindomcom [Start] [Chiudi sessione…] … enuicanuachiumeichitonzenainoclocnius [Arresta il sistema] [Ok] … stendinzereinpalestainlaitinzefius uadeveriuuantiurgonnagedit...
Buon fine settimana
posted by Theclap 7:50 PM
Incontri ravvicinati
M. ha paura del mistero e si lascia impressionare dalle leggende (?) sulle forme di vita aliene.
Ieri sera abbiamo guardato Signs, di M. Night Shyamalan.
Io- ...
M.- ...
Io- Allora, ti ha fatto cagare?
M.- No.
Io- ... sotto?
M.- ... Sì.
Io- ...
M.- ...
Io- Ma dai, tant
M.- Cioè, sai se adesso sentiamo quei versi e poi esce una mano dal camino e
Io- Beh, vabè, basta dell'acqua: che cazzo te ne frega?
M.- ...
Io- Anzi, magari, che ci facciamo due risate.
M.- ... (riflette)
Io- ... (mi guardo attorno) Oh, merda!
M.- (preoccupatissimo) Cosa c'è? Che cazz
Io- Guardati attorno
M.- (superagitato) No, oh, non fare lo stronzo.
Io- ... siamo nella merda.
M.- (sull'orlo di una crisi di nervi) P- P- Perchè?
Io- Non ne abbiamo, di acqua: c'è solo della birra.
M.- ... (ancora teso)
Io- ... (sorrido)
M.- ... (si rilassa e sorride) Dai...
Io- Cosa?
M.- Apri quella Czechvar.
posted by Theclap 1:48 PM
Farina di un qualche sacco
Non ricordo come sono arrivato a questa foto e a questo pensiero di W. Allen.
Se ci possono essere dei meriti, nessuno di questi è mio.
posted by Theclap 6:48 PM
Posto di lavoro - Terza parte (spiegazione)
Nel senso che spostava il mouse, selezionava l'icona con un solo click e poi dava l'invio. Tutto usando solo l'indice.
posted by Theclap 6:38 PM
Posto di lavoro – Terza parte
“Allora, come va con la nuova impiegata?”
“Insomma… oggi ha imparato a tenere in mano il mouse.”
posted by Theclap 3:37 PM
Catechesi notturna
No, ma stanno dicendo seriamente?
Cazzo, SI’. Nooooo, dai. E il discorso continua. Preti, fede, vocazioni. Già da un’ora, qua fuori. Fa freddo. Sono le tre e qualcosa e voglio solo andare a letto: domattina mi devo alzare. Ma questi due. Lei troppo estremista e lui ancora di più, ma dall’altra parte. Una discussione potenzialmente infinita. Poi ci si mette anche quello stronzo di G. che era stato zitto fino ad ora, ad alimentarla. Quasi tremo.
“Ti vedo serio. Tu cosa ne dici?”
“Mah, ho delle teorie tutte mie. Preferisco ascoltare.”
Ma me ne sbatto. Fa freddo e basta. Mi incastro nelle spalle e alzo il bavero della giacca. Penso alla serata, alla C., timidissima, che discretamente cerca di capire cosa penso dell’A.
(“… passava di lì e mi ha telefonato per chiedermi dove abitavi”)
ma cosa vuoi mai. L’ho vista per la prima volta domenica sera. Facevo il coglione, perché mi sembrava a disagio. Poi abita a fanculo e per me è un problema enorme.
Penso al Valdo e a tutti i paciughi che ho mangiato. Al concertino che abbiamo visto a F. e C. che hanno comprato tre cd a testa. Io li avevo già, ma li volevano originali. Gesto nobile.
Penso, anzi no: ripenso alla birra e a quella Paulaner che ho rubato, al proprietario che se ne è accorto e a quanto è stato delicato a dircelo.
Penso a B. e C. che avremmo dovuto raggiungere al concerto di quella cover band dei Clash. Sarebbe stato bello.
Penso a chi c’era e a chi non si è visto e piano piano finisco il bilancio della serata, che ho deciso essere stata molto divertente. Ma quei tre sono ancora dietro a parlare. Fossi andato a casa con S. e R., cazzo.
Si ferma una macchina davanti a noi. Spero che non sia nessuno *dei nostri*, altrimenti non si va più a letto, sono già le quattro passate. Fortunatamente sono sconosciuti. E fortunatamente parlano ad alta voce: elemento di disturbo. Così poco dopo F. e l’E. tirano le conclusioni:
“Tu la pensi troppo alla tua maniera e io alla mia.”
cosa che sapevamo ancora prima di incontrarci. Almeno, dici, è stata una bella chiacchierata. Invece no: c’erano prese di posizioni troppo rigide e troppissime convinzioni infondate e, fanculo, troppa animosità. E dire che era la prima volta che si parlavano. Che sia anche l’ultima? Si accettano scommesse.
posted by Theclap 6:19 PM
Mozart, quello delle palle
Ci siamo frequentati poco. C’era qualcosa che non andava ed è stato giusto così.
Io… vabè io ho tutti i difetti possibili: mi hai sopportato anche troppo.
Quello che invece io non ho mai potuto sopportare era la tua assurda pretesa di tuttologia.
Ti ricordi quella volta che mi hai detto che ascoltavi un casino di musica classica? E io ho preso la chitarra e ho suonato l’aria sulla quarta corda? E tu hai annuito dicendo: “ah, sì, la musica di Quark”, come se l’avesse scritta Piero Angela? E io ho detto che sì, era di Bach e tu hai fatto sissì con la testa, ma poi quando ho detto scherzando: “ma non quello dei fiori”, tu hai smesso dubbiosa di annuire e io di sorridere? E poi la musica è diventata più veloce e ritmata e io ti ho detto, ma non so neanche perché, che era lo stesso Bach che aveva inventato il country? E tu mi hai risposto che avevi sentito qualcosa del genere?
Beh, non era per niente vero. Era una balla. Me lo sono inventato io.
Così come tu, prima, ti eri inventata un falso amore per la musica classica e, prima ancora, per i roller, il cinema, la fotografia e tutto il resto.
Se era un modo per colpirmi, era quello sbagliato. Hai dimenticato i discorsi sulla semplicità che facevamo, vero?
Se invece era un tentativo di entrare nel mio mondo, allora non mi avevi proprio capito. La musica classica non l’ho mai ascoltata; i roller, ma sì, qualche volta li uso, ma mai accennato ad una passione; il cinema provavo a seguirlo, ma più per svago che per interesse; e la fotografia, beh, se può rendere l’idea, devo ancora far sviluppare l’unico rullino della vacanza di due anni fa.
Non cercavo l’esperto plurisettoriale, ma la ragazza semplice che credevo tu fossi.
Io non sono esperto in un cazzo e non ti avrei mai esclusa *dal mio mondo* per un superficiale interesse che non condividevamo.
Il mio mondo allora eri tu. Tutto il resto era di contorno.
Era come un sistema in equilibrio: stava in piedi solamente così. Quando hai/abbiamo cercato di dare più peso a qualche elemento, tutto è crollato, pezzo dopo pezzo.
La *nostra storia* sarebbe comunque finita.
Abbiamo provato a solidificarla, ma con strumenti sbagliati e troppa fretta.
Chissà se ne è valsa la pena.
posted by Theclap 6:20 PM
Effetto Doppler
Ma se in macchina alzo al massimo la radio e passo davanti a casa tua ai 200, ti arriva l'Mp3?
posted by Theclap 3:42 PM
Gara di birra
F.- A quanto sei arrivato?
io- Mah, per ora solo due medie.
F.- Hahaha: io due medie e una piccola.
io- .... (calcolando)
F.- .... (sorridendo)
io- Copro e rilancio di 20 centilitri. CAMERIERA un'altra media.
posted by Theclap 12:14 PM
E chi l’avrebbe mai detto?
Ti sorrido cantando, mentre aspetti la corriera.
Com’eri carina, ieri, in tenuta da cameriera (playboyesca), con quel vestitino nero e il grembiule bianco. Avevi anche la cuffietta in testa? Sì, vero?.
E’ stata una bella sorpresa, sai, ti credevo scolaretta, per via di quello zaino Invicta rosa.
Chi l’avrebbe mai detto?
Ehm... il tutto, senza malizia. Lo giuro.
posted by Theclap 7:14 PM
Vuoti temporali
Buio
“Stia giù, stia giù.”
Mi sveglia una voce che arriva da lontanissimo. Di qualcuno che è sopra di me.
Che cazzo sta succedendo? Dove sono? E questa luce?
Provo a mettermi a sedere e solo allora mi accorgo di essere sdraiato per terra.
“GIU’ GIU’ GIU’, stia giù” mi fa l’infermiera, spingendomi indietro, mentre la sua aiutante mi alza le gambe.
Stanno parlando con me. Mi limito ad obbedire, senza capirci niente. Ma io vi ho già viste. Poi, ossigeno al cervello e comincia ad andare meglio. Poco a poco mi riprendo e capisco di essere svenuto.
“Come va? Stai meglio?” l’infermiera ha ancora la siringa in mano.
“Adesso sì” e mi metto a ridere. Guardo la siringa “Ce n’è abbastanza? Sono già per terra: se ce ne manca…”
“No, no, no. Tutto a posto” mi rassicura lei. “Ma mi avevi detto che non svenivi.”
“Eh, non mi era mai successo.”
Infatti, che io mi ricordi, mi è successo solamente tre volte, ma solo venerdì per un prelievo di sangue.
La prima volta sono svenuto in quarta elementare.
Io, B. e D. stavamo gareggiando a chi diventava più rosso in faccia trattenendo il respiro.
Avevamo fatto delle belle sfide in classe, seduti. Ma per la specialità in piedi non eravamo ancora abbastanza allenati.
D., che aveva inventato questa disciplina, era il più forte, ma io volevo batterlo.
Mi ricordo solo un gran calore alla faccia e qualche secondo di gloria, poi il vuoto.
Mi sono svegliato con il casino che facevano tutti i bambini che mi guardavano dall’alto, con le urla preoccupate della maestra e con un bernoccolo sulla fronte, ciccatrice della battaglia.
Mi hanno dichiarato vincitore per acclamazione e si narra ancora delle mie gesta.
Si narra anche del pelo che ho fatto al termosifone, cadendo a terra e sbattendo la testa contro il muro, schivando di pochissimo la ben più pericolosa sporgenza ghisea.
Il secondo svenimento, invece, è stato meno eclatante.
L’estate di tre anni fa mi ero illuso che avere fame fosse una sensazione piacevole.
Quel giorno mi ero svegliato verso le nove per studiare, perché a mattina inoltrata ci sarebbe stato troppo caldo e perché avrei avuto l’esame di psicologia generale solo dopo pochi giorni.
Ero a casa da solo e ho saltato il pranzo senza accorgermene. Ma all’improvviso mi sono ricordato di un cocomero in frigo.
Era solo da aprire.
Mano sinistra occupata da non so cosa, come se non l’avessi affatto. Prendo il coltello piùpericolosoaffilato, metto l’anguria in un piatto fondo e affondo con decisione la lama… nel mio indice destro, perché il cocomero era subito scivolato indietro.
Vabè, un taglietto, cosa vuoi mai che sia.
Mi lavo la ferita, ma il sangue non si arresta e scopro che non è mica tanto un taglietto, ma un bello sbrago profondo.
Lo scottex non serve a un cazzo e non ho cerotti. Esco in cortile, per chiamare P. che abita di fianco a casa mia.
“P., mi sono tagliato.”
“Eh?”
“Mi sono tagliato un dito.”
Quando ho riaperto gli occhi, ero sdraiato nel mio cortile sotto il sole battente, mentre P. stava arrivando di corsa. Due minuti dopo ero già in casa sua con il dito fasciato.
P. mi ha raccontato che mentre lui stava ancora cercando di capire se stessi scherzando o no, io ho perso l’espressione facciale, lasciato a metà la frase, camminato barcollando per metà cortile, forse con l’intenzione di rientrare in casa e mi sono infine accasciato per terra.
Io di tutto questo, chiaramente, non ricordo niente, come se non mi fosse mai successo.
…e lo trovo molto divertente.
Ho deciso:
Svenire è bello.
posted by Theclap 6:38 PM
Al lupo! Al lupo!
Non ti è concesso di lamentarti perchè non rispondo alle tue mail, se me ne mandi quattro al giorno, di cui tre sono Fwd: (o anche Fwd: Fw: Fwd: Fw:...) di oltre 1 M. Sappi che dei tuoi messaggi non ne leggo uno. Tanto per stare sul sicuro.
posted by Theclap 9:49 PM
Togliamoci una soddisfazione
Ma voi, non avreste fatto lo stesso? Intendo, se foste stati nell'automobilista.
posted by Theclap 6:55 PM
L'aforisma del giorno
Io non ho segreti. Ma non ditelo a nessuno, eh?
posted by Theclap 6:52 PM
Ben Harper
Chi viene stasera a Firenze al concerto di Ben Harper?
posted by Theclap 1:11 PM
Una passeggiata. Nient'altro.
[continua da ieri]
Ma se si esclude questo gesto, neanche troppo caritatevole, sono venuto a Modena per niente. Il cuore mi suggerisce di andare a comprare un cd, almeno. Il cervello lo zittisce subito e lo stomaco propone un cappuccino con una pasta alla crema. Lo stomaco la sa lunga.
Caffè del Corso, di fronte al Palazzo di Giustizia. Qui se la tirano troppo. Avanti. Dall’ingresso della biblioteca esce una ragazza con dei libri in mano. Vorrei dirle, letteralmente:
“Anch’io l’ho presa nel culo” e sorriderle, solo per vedere la sua reazione, ma resisto e tiro dritto. All’altezza dell’accademia sento odore di cavallo. O sono gli asini che ci sono dentro? Avanti. Ancora per i giardini. E’ la quarta volta che ci passo, nel giro di neanche un’oretta e mezzo.
Ai tre ragazzi sulla panchina, deve aver fatto, quella canna, perché parlano a voce altissima e scoppiano in risate fragorose, tutti e tre assieme. Rido anche io. Ehhh, sì.
Passo davanti a un bar, con l’intezione di entrare, ma dalla vetrata, vedo l’anziana brutta barista che sta mangiando schifosamente. Uno spettacolo davvero poco invitante. E tiro dritto.
Macchina o cappuccino? Cappuccino o macchina?
Cappuccino.
Profumo di caldarroste: volto la testa dall’altra parte e tiro dritto. Il cinema Principe è fallito?
Una macchina si ferma per far passare un signore, che era fermo sulle strisce pedonali. Lui con la mano fa il segno all’automobilista di andare pure. Secondo il codice stradale è stato lui a dare la precedenza di cortesia alla macchina.
Una ragazza orientale suona ripetutamente il campanello della sua bicicletta, perché un signore che passeggia sulla ciclabile le blocca il passaggio. Appena riesce a superarlo dice piano:
“Ma sei sordo?”
Lui, affretta il passo, incazzato e urla un “Eeeh?” che vuole dire “prova a ripeterlo se ne hai il coraggio”. Lei fa finta di niente e tutto finisce lì.
Ho quasi raggiunto il bar. Ci ero già stato un anno fa, quando ho preso l’inculata dell’Erasmus. Il giorno prima era morto Bertoli e avevo letto l’articolo sul Resto del Carlino. Chissà se è morto qualcuno, questa volta.
“Salve, le è rimasta qualche pasta alla crema?”
“Aspetta che ci guardo” mi risponde la barista, poi va verso il fornello a resistenze elettriche. Non capisco, ma subito salta la luce.
“Black-out?” cerco di fare lo spiritoso, ironizzando sulle paure degli italiani, ma non avrei riso neanche io di questa non-battuta. La tipa va nello sgabuzzino a riattaccare la corrente e le luci si riaccendono.
“Cosa dicevi?”
“Le è rimasta qualche pasta alla crema?”
“Guardiamo… Sì, una treccia.” cazzo, la treccia no, non mi piace.
"Va benissimo. E anche un cappuccino” poi guardo nella sala a sinistra, c’è gente che pranza. Sono le 12.25. Orario perfetto per cappuccino e pasta.
Il signore al bancone dice:
”E’ il forno”
“Cosa?” chiede la barista
“E’ il forno che fa saltare la luce. Ce ne avevo uno anche io”
“Ma è nuovo”
“Si, ma se non si pulisce bene, fa saltare la luce”
“Ma è nuovo. L’abbiamo appena comprato”
“Sì, ma se non si pulisce bene” ripete lui “il grasso si accumula e va da una presa all’altra e fa un corto circuito”
“Ma l’ho pulito bene. E poi è nuovo…” risponde la barista, in evidente difficoltà.
“Posso andare a sedermi di là” chiedo io per salvarla da quel tipo
“Veramente là è già preparato per la tavola calda”
“Allora, va benissimo qui. Posso pagare subito?”
“Sono 2 euro”
Notizie poco interessanti, sul giornale sfogliato in fretta. Un ragazzo di Vicenza di 14 anni si è suicidato -non è poi così male la treccia-. La regina madre per festeggiare il compleanno -buono anche il cappuccino- vuole un posto sull’ultimo volo del Concorde -ma chi se ne fotte-. Poi… fa vedere… Berlusconi -ok, questo niente-. E’ morto Moss, il cantante dei Platters… solo, senza soldi -magari finisco meglio io-… a 77 anni -beh, è già un bel traguardo. Chissa’ se rù lo mette tra i suoi necrologi.
Il signore del corto circuito sta pranzando e parla con un tipo di mouse e di fili del mouse. Mi sta già più simpatico di prima.
Saluto ed esco. Vado verso la macchina. Un brutto tipo mi segue, al massimo lo imballo in retromarcia e poi lo denuncio.
Andando verso casa, mentre una macchina targata RA fa delle manovre da ritiro immediato e irrevocabile di tutte le patenti rilasciate dalla Prefettura e dalla MCTC di Ravenna, ascolto la Jon Spencer Blues Explosion. Ci devo mettere più parti musicali, nella prossima canzone. L’ultima non è… beh, però anche l’ultima è abbastanza musicale, con quell’introduzione, e il finale come pensavamo Martedì. Se solo non fossimo così limitati.
C’è il limite dei 50, quindi faccio i 65. Ho sempre sentito dire che “il contachilometri (cioè il tachimetro) segna sempre una decina di kilometri orari in più” (signor poliziotto, ma lei così mette in discussione decenni di conoscenza popolare. Ma se ne rende conto? Non le sembra di chiedere un po’ troppo a quella divisa?). A questi aggiungo i 4 km di errore che può avere l’autovelox e arrivo a 64. Vuoi che mi facciano la multa per un solo kilometro in più? So benissimo che è possibile e che, anzi, è già successo.
Arrivo a casa, senza aver concluso niente di utile.
Ma ho scritto il due post più lunghi della mia vita.
Se sei arrivato fino a qua, davvero grazie tante. Per ripagarti dello sforzo, ascoltati questa canzone geniale dei Lomas. E’ solo un mega e novanta: non cercare scuse. : )
posted by Theclap 11:56 AM
Una passeggiata. Nient'altro.
A tutti quelli che passano di qui, e non hanno voglia di leggere un post così lungo.
Quello che segue è il racconto di una passeggiata in centro a Modena, con qualche mia riflessione. Niente di più. Nessuna descrizione dettagliata, né tantomeno analisi esistenziali. Solo (com’è che la chiamate voi blogger? Ah, sì) pura e semplice *fuffa*. A voi la scelta
Venerdì mattina dovevo rinnovare il prestito di quattro libri in biblioteca e fare qualche altro giro, quindi sono dovuto andare in centro a Modena.
Parcheggiare è sempre più difficile, merda. Trovo un posto di fianco al tempio, parcheggio e scendo. Ah, la tessera della biblioteca.
Fa freddo e mi metto i libri sotto al braccio sinistro, con la mano nella tasca della giacca, stando ben attento che non mi cada quello di Perec, così piccolo.
Attraverso i giardini. Ci sono un sacco di ragazzi. Quattro bambini, forse delle elementari, parlottano tra di loro, e una ragazzina spiega all’amico che una tipa vuole fare uno scherzo a non so chi mettendo del lassativo nell’acqua. Io alla loro età non sapevo neanche cosa fosse un lassativo. La volta che ci sono andato più vicino è stato in un campeggio, ma facevo almeno la terza media. Le ragazze che erano di turno per apparecchiare avevano messo un po’ di (leggi: troppe) gocce di Guttalax nelle caraffe d’acqua dei maschi. Fortunatamente mi è arrivata la soffiata in tempo e mi sono salvato il culo. Nel senso letterale. Adesso sarebbe più facile fregarmi: basterebbe mettere il lassativo nella birra. E se anche me lo dicessero, chi è che la lascia lì, una caraffa di birra? Io non ce la farei. E’ una questione di morale.
Riemergo dai miei pensieri quando vedo un frisbee volare. Mentre passo osservo quanto lanciano male quei sei ragazzi. Proprio scarsi, complimenti. Non che io sia un fenomeno, chiaro. Comunque, apprezzabile anche solo lo sforzo, col freddo che fa. Pensa alle mani. Brrr.
Arrivo nei pressi della biblioteca. Ah, vè: lì è dove ho preso quella multa di 180.000 lire. Che bei ricordi.
All’entrata della biblioteca, un cartello:
Si avvisa che per l’intera giornata di Venerdì 24 ottobre, la biblioteca sarà chiusa per sciopero
cazzo, è vero. Ecco perché tutti quei ragazzi in giro. Va bè, fa niente, e adesso? Adesso riporto tutto in macchina, perché per colpa di Perec, mi è venuto a far male il braccio sinistro, dal gran che mi stringo al fianco i libri.
Ripasso per i giardini. Tre ragazzi su una panchina si stanno facendo su una canna. La bambina di prima sta ancora spiegando al suo amico lo scherzo del lassativo. Secondo me non ha ancora capito. Mi sa tanto che ci cascherà anche lui. Vè che faccia da tonto.
Appoggio i libri in macchina e torno ai giardini. Vedo un carabiniere che sta andando nella direzione opposta alla mia, devio leggermente per passargli vicinissimo, guardandolo negli occhi. Come una mini beffa alla legge, per tutto quello che ho fatto di proibito nella mia vita mentre adesso, in questo preciso istante, non ho niente di cui preoccuparmi. Soddisfazione magra, ma meglio che niente.
Quella ragazza che ha appena detto “Diocan” l’ho vista centinaia di volte, oppure solo una, ma mi è rimasta impressa?
Entro nella facoltà di giurisprudenza. La segreteria è chiusa per sciopero. Le torrette no. Ma quella a destra è “Bloccata” (io avrei scritto “fuori servizio”, ma il succo non cambia) e quella a sinistra occupata. Mentre aspetto esce dalla segreteria una ragazza carinissima:
“Devi entrare? Hai bisogno?”
“Non lo so” rispondo io
“Cosa devi fare?”
“Devo solo stampare dei certificati. Posso farlo anche alla torretta. Ci vuole il codice?” (ci sono sempre casini, in queste cose)
“Se hai la tessera, sì, ci vuole la password”
“Hm”
“Altrimenti devi avere il codice fiscale”
“Allora userò il codice” nel frattempo si libera la torretta
“Vedi” spiega lei “basta che lo digiti qui”
“Ah, ok. Grazie”
Carinissima e molto gentile. Secondo me si sentiva in colpa per aver aderito allo sciopero. O forse è di Forza Italia? Brutta gente, quella.
Stampo l’elenco degli esami, aggiornato a giugno 2002. Non riporta gli ultimi quattro esami. Mi sono anche andati bene. Dovrò fare un’autocertificazione, come l’anno scorso.
Stampo anche il piano di studi. Esce un foglio coi campi vuoti. Riprovo. La stessa cosa. Sono venuto per niente e me ne vado.
Potrei andare a comprarmi un maglione, che mi serve. Deciso: vada per il maglione.
Passo da Piazza Grande. Una signora con un bambino, circondata da piccioni, ride e lancia un pugno di mangime. Poi un’altra manciata. E ancora un’altra. Poi, magari quando arriva alla sua macchina, vede una cagata di uccello e maledice tutti i volatili del mondo. Io la arresterei, tanto per stare sul sicuro.
Mentre passeggio verso il negozio, intimamente spero che il proprietario, che mi sta molto simpatico, sia in sciopero.
Il negozio è aperto.
“Ciao”
“Ciao” risponde lui, sorridendo “hai bisogno?”
“Vorrei dare un’occhiata ai maglioni”
“Ah, a maglieria siamo messi male. Devo ancora sistemare.”
“Beh, vabè, tanto passo spesso di qua” mento io
“Secondo me saremo pronti per, mah, circa Venerdì prossimo”
“Ok, grazie. Ciao”
“Ciao”
Realizzo che sono venuto a Modena per niente. Non posso andare a casa così.
In piazza, un lavavetri maghrebino sta pulendo la vetrata di un negozio. Mi avvicino per chiedergli perché non stia scioperando. Forse è per la proposta del voto agli immigrati di Fini, quindi perché scioperare contro una maggioranza che cerca di concedergli più diritti di quelli offertigli da cinquant’anni di governi di centro (-sinistra)?
Quando gli arrivo a pochi passi di distanza, però, il ragazzo sposta la scala ed entra nel negozio. Il mio dubbio non trova risposta e io non ho ancora concluso niente di utile.
Faccio un tratto della via Emilia. Cos’è tutto quel rosa tra le riviste, in quell’edicola? Il calendario di…? Massè anche Miriana Trevisan? Oggi mi tocca proprio cercare le foto su Internet.
Sento della musica. Sotto ai portici c’è un tipo che suona il sax su delle basi musicali. Mi frugo nelle tasche per cercare una moneta. 20 centesimi. Glieli appoggio nella custodia del sax già bella piena di monetine - speriamo che non ci compri delle sigarette - e gli sorrido. Mi piace molto ascoltare qualcuno che suona per strada: mi rallegra molto. Poi penso che con l’€uro, anche il costo dei musicisti di strada è aumentato. Una possibile carriera.
[Continua domani. Io ti avevo avvertito, no?]
posted by Theclap 3:04 PM
ATTENZIONE
Si avvisano i signori lettori che il presente blog aderirà alla giornata di sciopero generale indetta per il giorno Venerdì 24 ottobre 2003.
Chi ha parlato di contraddizione?
posted by Theclap 4:06 PM
Sono un anarcotrafficante: contrabbando uguaglianza e libertà. Ti serve qualcosa?
posted by Theclap 1:39 AM
Vita notturna
Lei: Scusa, sai se c’è qualcosa di aperto adesso a Modena? Non so, una discoteca, qualche locale, qualcosa di bello?
Io: Mah… guarda, se ci fosse qualcosa di bello, sicuramente non sarei qui a ubriacarmi.
Lei: …
Io: Sarei là.
Lei: …
Io: …
Lei: …
Io: … a ubriacarmi.
posted by Theclap 4:21 PM
Le perle di…
R.
La F. è *temeraria*: teme il cazzo.
posted by Theclap 3:43 PM
Cara A.
Stavo pensando che se fossimo entrambi malati della stessa malattia rara, saremmo molto più intimamente legati di quanto non siamo adesso, che godiamo di un'ottima salute.
posted by Theclap 12:36 AM
Serata in casa
Ieri sera, mi rendo conto improvvisamente di avere una incontenibile voglia di casa, chitarra, libro, WinMx, inverno, ciabatte e calze di lana e pigiama.
Niente allenamento, e serata casalinga.
Non succedeva dall’inizio dell’estate.
Del 1998.
posted by Theclap 5:55 PM
Dal barbiere
Le solite chiacchiere, finchè si sente una voce di donna, dall’altra parte del salone, quella per acconciature femminili.
“Mio figlio ha preso tutti i miei pregi”
Vociare incomprensibile
“…Difetti. Mio figlio ha preso tutti i miei difetti. E anche quelli di mio marito.”
Il tutto detto con un’espressione determinata ed una marcata punta di orgoglio materno. E con il figlio di fianco a lei.
Purtroppo del ragazzino non sono riuscito a vedere il viso, ma ho visto quello della madre, e spero per l’umanità intera che non fosse vero quello che lei aveva appena affermato.
posted by Theclap 4:13 PM
Piccoli piaceri
Ah, la goduria di un paio di calze morbidose. E’ come ringiovanire.
posted by Theclap 4:37 PM
Un turbinio di emozioni
Un turbinio di emozioni.
Perché era venerdì, il mio umore era stato ottimo e la mattinata tranquilla e rilassante; perché la macchina era pulita; perché finalmente eravamo usciti a pranzo; perché il sole aveva, pur pallidamente, scaldato le quasi tre ore passate assieme; perché quando sorridi, non ho bisogno del calore del sole; perché inspiegabilmente era ripartita l’autoradio; perché, chi l’avrebbe detto, ero riuscito a non ritardare al lavoro ed erano anche venuti i clienti che più mi stanno simpatici; perché la serata prometteva bene; perché in macchina, mi sono trovato in mano la cassetta degli Yes, che non ascoltavo da tanto tempo.
Inserisco la cassetta. Heart of the Sunrise, con quella lunghissima introduzione, che ogni volta mi esalta gioiosamente.
Canto e rido di allegria scandendo il tempo con ampi movimenti di testa e braccia. Gli occhi si fanno lucidi, per la bellezza e l’intensità del momento. E perché il concerto a Milano, i ricordi, Steve… (“Ma come può essere possibile tutto questo? Sono solo 5 esseri umani, no? Giusto? Ehi! mi senti?”)
Ma poi, come succede ogni volta che ascolto una canzone che mi piace, comincio ad analizzare dettagliatamente l’atmosfera, il ritmo, il suono di ogni singolo strumento. Mi servirebbe almeno un altro paio di orecchie. “Bellissimo, questo passaggio”, allora riavvolgo la cassetta e lo riascolto, finchè non lo riesco a capire nella sua essenza.
Stavolta sono concentrato come non mai. Ora l’esaltazione si è trasformata in un’attentissima analisi. La complessità della linea melodica, il suono così ricco, gli arrangiamenti così curati e perfetti.
E dall’analisi, l’improvvisa buia illuminazione: “Non sarò mai capace di scrivere qualcosa del genere!”.
Tristezza, quasi depressiva. E la musica intanto continua, ancor più bella di prima, se possibile, con la voce di Jan che la impreziosisce, completando ciò che già era maledettamente completo di suo.
“Neanche se mollassi tutto, per ascoltare e studiare musica per tutta la vita, potrei mai arrivare a questi livelli compositivi.”
Passo cinque minuti davvero bui. Non riesco da consolarmi pensando alle canzoni che ho scritto, che non sono poi male (ma “cazzo, ascolta la perfezione”) a quelle che ho in testa, quasi pronte, solo da sistemare un po’ (“Stupenda, senti!”), a quelle che verranno(“Sharp… distance”).
Arrivo a casa senza essermene accorto. Per fortuna la cassetta era finita, blank-skip, e musica di K-rock a sollevarmi minimamente il morale.
Entro in casa. Camera mia. In silenzio penso. Senza tanti viaggi mentali o aspettative: “Ma chi cazzo pretendi di essere o di diventare? E’ normale, loro sono gli Yes. Gli Yes, capisci? Non sono famosi a caso, perché hanno vinto chissà cosa. Sono obiettivamente bravissimi. Sono lì perché se lo meritano, eccome. Sono gli Yes, e tu un qualsiasi sfigato modenese. Loro suonano da oltre trentacinque anni, tu ne hai ventiquattro e devi ancora capire come cazzo funziona il mondo. Anzi, devi ritenerti fortunato: ti piace così tanto la loro musica, allora ascoltala e gòdine. Questo puoi farlo.”
Due minuti dopo lo stereo era acceso a volume altissimo, Heart of the Sunrise non era mai stata così bella e lo specchio di camera mia rifletteva la mia immagine: quella di un qualsiasi sfigato modenese, ma con un’espressione di beatitudine in volto, un sorriso radioso sulle labbra, un turbinio di emozioni nell’animo ed un venerdì sera appena nato sul calendario.
posted by Theclap 7:55 PM
Pattume ambulante
Era dalla lontana estate 2002 che non lavavo la macchina.
Pulendo l’interno (che era veramente un merdaio) sono stati rinvenuti:
- 1 biro
- 1 tappo per bottiglie di plastica
- 1 pacchetto di fazzoletti
- 2 fazzoletti sporchi (spero miei)
- 1 Halls
- 2 Fruittella gommose alla fragola. Sì, proprio quelle buonissime, cazzo
- 1 cassetta dei Lomas
- 1 elastico per capelli
- 2 mozziconi di sigaretta (e io non fumo)
- 1 quadratino di focaccia al prosciutto (e io non mangio. No, però è vero che non fumo)
- soquanti (un po’ di) sassi
- 1 confezione vuota di olio da motore
più molta altra roba, che però sapevo di avere.
Il bello di avere la macchina pulita è il non dover fingere di vergognarsi quando si carica qualcuno.
posted by Theclap 4:52 PM
Da scrivere sul calendario
Oggi sono successe tre cose importanti:
1) Ho lavato e pulito la macchina
2) Sono finalmente andato a pranzare al self service del Policlinico con A.
3) L’autoradio è inspiegabilmente ripartita
That’s all folks.
posted by Theclap 4:44 PM
Se fossi nato 76 anni fa, oggi compirei un secolo.
posted by Theclap 7:20 PM
Le ferie si avvicinano.
Questa settimana è tutta un unico Venerdì.
posted by Theclap 7:02 PM
Sessione Estiva
Finalmente finiti gli esami. Sempre una corsa, notti insonni e occhi arrossati: non so organizzarmi.
Ma adesso un po' di niente è quello che ci vuole.
posted by Theclap 9:33 AM
Posto di lavoro - Seconda parte
E' figlio d'arte: anche suo padre era un coglione di prim'ordine.
posted by Theclap 7:33 PM
"Complimenti per la scortesia. Ho parlato con poche persone tanto maleducate."
posted by Theclap 5:39 PM
Una chiacchierata
“Dai, raccontami qualcosa”
“…”
“Non vuoi dirmi niente?”
“Boh…fff… dai, non so cosa dirti”
“Mah… con chi esci… cosa fai… ti piace qualcuna? Suonate ancora? E con quell’altro gruppo?”
“…”
“Qualsiasi cosa, dai”
“…”
“Non vuoi parlare, vero?”
Mi hanno commosso quei tuoi tentativi di risaldare un’amicizia che io non desideravo nemmeno. Quel tuo attendere paziente a casa mia, senza che io avessi la minima voglia di parlarti. Ero seccato e non mi curavo neanche di nasconderlo. Non so come hai fatto a resistere: io al tuo posto avrei urlato un vaffanculo sonoro e me ne sarei andato/a.
“Oh, porca troia, non sono mica venuta per farmi compatire… Non sto cercando di convincerti a riprovarci, non lo capisci? E togliti quel muso. Voglio solo che ci chiariamo una volta per tutte, ok?” Io mi sarei espresso più o meno in questi termini, trovandomi di fronte ad uno stronzo come me.
Tu, invece, sofferente e calma, mi hai apertamente spiegato che eri venuta perché ci tenevi ancora a me, nonostante tutto e che non ti voglio perdere, perché sei stato molto importante, ed è finita, sì, la storia, ma questo non implica che debba finire parallelamente anche l’amicizia, mi stai ascoltando?
“Sì certo”
“E cosa ne pensi?”
“…”
“Cioè, capisci, non ti voglio perdere, a meno che sia tu a non volermi più nella tua vita”
“Ma no”
“Tu sei cambiato molto, ma anche io sono diversa e mi piacerebbe che tu possa conoscere questo mio nuovo modo di essere”
“…”
“Adesso ti sono completamente indifferente?”
“Sì”
“Non sto cercando convincerti a rimetterci assieme”
“Sì, l’ho capito”
“Non lo vorrei neanche io adesso, perché non siamo più quelli di prima. Vorrei solo sapere se posso ancora sperare in un’amicizia”
“Ma perché no? anche se non ho mai creduto tanto alle amicizie tra un lui ed una lei”
“Mi piacerebbe che tra me e te arrivasse ad esserci lo stesso rapporto che c’è tra me e F., che io considero come un fratello. Vogliamo provarci?”
“…”
“Allora?”
“Sì, ma con la promessa che la prima volta che ci capiterà di fare sesso, tutto finirà immediatamente, perché se ho ben capito è una normale amicizia, quella di cui stiamo parlando, giusto?”
“Sì”
“E allora, non sarebbe più una normale amicizia, in quel caso. No?”
“Giusto”
“… a meno che tu con F. non…”
“Ma dai, lo sai, mi farebbe impressione. E’ un fratello.”
“Eh, però non so se a lui farebbe poi tanto schifo… anzi… secondo me…”
E cominciamo a scherzare e a ridere, finalmente. E finalmente ho capito che tu volevi davvero solo quella normale amicizia di cui sopra. Era sincero quel tuo interesse nel chiedermi con chi uscivo, se mi piaceva, dove e quando la rivedrò. E’ stato bello vederti felice nel vedermi cotto di A. E’ stato bello parlartene apertamente, come mai avrei fatto in precedenza. Come mai avrei pensato di fare.
Poi sei dovuta andare a lavorare (“Ma è già l’una e mezza: devo andare”) e ci siamo salutati.
Mi ha fatto pensare tanto, questa chiacchierata, e piangere. Mi hai fatto capire molto e ti devo ringraziare infinitamente. Per l’ennesima volta.
posted by Theclap 7:42 PM
L’aforisma del giorno
Non ho mai fatto a botte, anche se a volte non mi sopporto proprio.
posted by Theclap 7:41 PM
Posto di lavoro
Il mio titolare è tanto ignorante che non si rende conto di quanto sia ignorante.
posted by Theclap 7:09 PM
Quel che e' giusto e' giusto
"Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani"
S. Berlusconi, 17/06/2003
posted by Theclap 6:27 PM
Come in un film… horror
P. e sua madre sono arrivati da poco. Non parlano, sia perché ognuno è profondamente immerso nei propri ricordi, sia perché è espressamente richiesto di rispettare il silenzio, anche se non c’è nessun altro, lì, nel cimitero.
P. sta sicuramente pensando a sua nonna, morta da una settimana, sua madre sta sistemando i fiori sulla lapide, con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di amarezza per quella scomparsa già annunciata dai medici, ma pur sempre dolorosa.
Nel frattempo P. sente il rumore di una macchina avvicinarsi. Lo sente bene perché il cimitero è dei primi del novecento ed è stato costruito, come si faceva allora, in una zona periferica del paese, isolato da ogni altra abitazione e dalla confusione dei vivi.
La macchina si ferma qualche secondo e, dopo lo sbattere di una portiera, riparte.
P. si volta solo adesso e la vede, ferma sull’ingresso del cimitero, da sola, muta.
E’ una bambina che ha sicuramente meno di dieci anni, con occhi azzurri, capelli lunghi e chiarissimi. Porta indosso un vestito bianco che le arriva ai piedi e in mano un mazzo di fiori. Molto lentamente si incammina per il cimitero osservando le tombe in terra alla sua destra, poi quelle alla sua sinistra. Si sposta verso i loculi in cemento, i forni, sempre silenziosa, sempre sola. Con tranquillità glaciale continua la sua passeggiata, fermandosi qua e là davanti a qualche tomba, che sembra scegliere tra tutte le altre. E’ arrivata all’altezza di P. e sua madre e, senza salutare, nemmeno con un sorriso, li oltrepassa silenziosa. Svolta dopo una curva del cimitero e P. non riesce più a vederla, quindi riprende le sue riflessioni. Sua madre, dopo circa tre minuti, gli propone dolcemente di accompagnarla presso un’altra tomba di altri parenti morti in precedenza e P. la segue immediatamente. Passano una decina di minuti e “le visite ai parenti” sono terminate, quindi P. e sua madre si dirigono verso l’uscita del cimitero. Ma qualcosa attira lo sguardo di P.: una figura bianca, immobile, piccola. P. guarda alla sua destra e rivede la stessa bambina di prima che osserva una lapide nell’altra ala del cimitero, sempre sola, sempre silenziosa.
P- … e siamo usciti. Poi ripensandoci…
Io-… ma P., scusami bene, questa bambina, se ne va in giro per il cimitero, per almeno un quarto d’ora da sola?
P- Sì, te l’ho detto, non c’era nessun altro. Anzi, se anche io fossi stato da solo, sarei scappato subito.
Io- Allora… non può che essere stato… un angelo. Hai per caso visto l’ultima tomba in cui si è fermata?
P- No. Cioè sì, ma da lontano.
Io- Non hai visto la foto, no?
P- No.
Io- E se la foto fosse quella di una bimba piccola bionda, con gli occhi chiari… insomma uguale identica a lei, nata… boh… nel 1890 e morta otto anni dopo?
P- …
Io- …
P- …
Io- …
P- Io non ci metto più piede, in quel cimitero.
posted by Theclap 7:10 PM
Non ti saluto perchè non vado e non vengo: sono sempre con te.
posted by Theclap 5:49 PM
Saturday Night Fever
La sua serata è cominciata con qualche birra.
Poi, mentre ascoltavamo il concerto dei Suneatshour, ha iniziato ad offrire birre a tutti, e per un po’ non si è fermato. Ha detto più volte che alla fine del concerto si sarebbe comprato una maglietta del gruppo, ma quando il concerto è finito stava cercando qualcuno che lo accompagnasse al bancone. E’ tornato con una birra e siamo usciti. Dopo un po’ e sparito. L’abbiamo cercato, ma niente da fare.
Passa una mezz’oretta e lo vediamo che ci viene in contro, con l’ennesima birra in mano, e con un ammasso informe appoggiato al braccio destro.
“A., cosè quella roba?”
“Eh, sono andato a comprare una maglietta.”
“Fa vedere”
La sua espressione una maglietta stava per:
- tre magliette;
- tre cd, di cui due uguali;
- tre poster (ma forse questi li aveva rubati);
- sei (direi) spille;
- un po’ di adesivi.
In pratica si era comprato quasi tutto il merchandising dei Suneatshour.
“A., ma quanta cazzo di roba ti sei preso?”
“Eh… questa qua”
“Hai fatto un affare: devi aver speso poco.”
“Boh… Chi è che viene a bersi una birra?”
Inutile dirlo: la serata è finita molto tardi.
posted by Theclap 1:53 PM
Ma piuttosto una sega, tanto non e' la prima e non sara' certo l'ultima.
posted by Theclap 7:38 PM
Ieri torno da Reggio in macchina, di corsa, perchè dovevo andare a lavorare. Sarà stata l'agitazione per la paura di arrivare troppo in ritardo, sarà stata la temperatura, boh, fatto sta che avevo un caldo tremendo. Così, parcheggio la macchina di fianco all'ufficio, lasciando i finestrini aperti quattro dita. Apro l'ufficio con 7 minuti di ritardo (perfetto), e controllo che nessuno mi abbia cercato (siano benedetti i telefoni che memorizzano le ultime chiamate). Nessuno, quindi mi calmo e mi metto a fare tutto quello che devo, tipo bere un bicchiere d'acqua, prepararmi un caffè, controllare la posta, leggere qualche blog, ah, e anche un po' quello che comunemente viene chiamato lavoro.
Trascorre quasi tutto il pomeriggio. Intanto il vento comincia a sbuffare, sempre più forte, mentre il cielo diventa sempre più scuro, plumbeo, ma io non ci faccio attenzione.
Sono le 18.50. (e io chiudo alle 19.00). Entrano due clienti.
Comincia a cadere qualche goccia, ma piano piano e poi qualche folata più forte di vento e giù a grandinare come non si vedeva dal lontano aprile 2002.
"Toh, grandina", penso con grande acume "speriamo non si rovini la macchina" (in realtà non me ne frega più di tanto).
La grandine lascia poi il posto ad una pioggia battente, fortissima. La strada qua di fronte si allaga ed entra un po' di acqua in ufficio, da sotto la vetrina. Ma non me ne accorgo, perchè sto preparando la pratica per i due clienti, che sono ancora in ufficio.
Poi salta la corrente. Non si vede nulla e sono costretto a compilare i modelli sfruttando la luce del computer (indispensabile uno sfondo bianco), ancora acceso, grazie al blocco di continuità.
Fuori piove che Dio la manda, sono già le 19.15 e i due clienti mi dicono di essere venuti a piedi e che:
"Non abbiamo neanche preso l'ombrello. Ci facciamo portare a casa dal ragazzo (che sarei io)". Faccio finta di non sentirli e continuo a compilare permessi vari. Poi anche il blocco di continuità tira gli ultimi e rimaniamo noi tre al buio dell'ufficio.
Mi rompe davvero portarli a casa, perchè ho la macchina in un calcolatissimo disordine e mi vedrei costretto a sistemare tutti i fogli, cassette, cibi vari, che ho sparsi. Quindi fingo di preparare ancora qualche pratica, per circa un quarto d'ora. Ma la pioggia non sembra voler cessare e i due clienti sono ancora qua.
"Ci può portare a casa lei, che tanto stiamo qua vicino?" mi chiede uno dei due, questa volta direttamente e io acconsento, anche perchè avrei già dovuto essere uscito da una mezzora.
"Sì. Se aspettate qui, sistemo la macchina e vi accompagno."
Li lascio in ufficio e vado in macchina. Mentre metto la chiave nella serratura, noto un particolare e comincio ad maledire me stesso e la mia memoria traballante. I finestrini anteriori erano ancora aperti. Apro la macchina: i sedili anteriori completamente inzuppati; quelli posteriori appena un po' più asciutti, e dovevo accompagnare a casa i due tipi.
Decido di far finta di niente:
"Se solo potete sedervi dietro, che sul sedile davanti ho delle carte che devo sistemare" chiedo.
"Ma certo" rispondono e partiamo
"Oh, no, devo aver lasciato i finestrini aperti"
"Eh, infatti sono un po' umidi, i sedili... (passano dieci secondi, forse meno)... ecco, siamo arrivati... si può fermare qui".
"D'accordo.. ecco... arrivederci. Per qualsiasi cosa, ci sentiamo per telefono"
"Va bene, grazie per il passaggio"
"Ma di nulla, figuratevi".
Beh, la pioggia si era praticamente fermata e loro abitavano davvero vicinissimo. Sicuramente hanno preso più acqua salendo in macchina con me, che facendo una corsa a casa. Solo che non abbiano i reumatismi.
posted by Theclap 7:39 PM
Rien à faire
Venerdì sera non ti ho vista e Sabato, per un motivo o per l'altro non ti ho considerata. C'erano un sacco di cose da fare, per tre sole persone. Poi mi erano anche sorti dubbi atroci. Mhhh. Paura, disperazione.
Ci sto ancora pensando.
Ti sto ancora pensando.
posted by Theclap 7:38 PM
Sabato sera, festa grandiosa.A la prochaine fois.
posted by Theclap 1:32 AM
L'aforisma del giorno 2
Sorridi, porca troia.
posted by Theclap 5:40 PM
L'aforisma del giorno
Il vittimismo e la voglia di soffrire sono tanto diffusi che quando sono felice, subito mi chiedo dove stia sbagliando.
posted by Theclap 5:31 PM
Il tempo corre velocissimo, e noi a cercare di stargli in scia, con le gambe che già fanno male.
Sono settimane pienissime, di studio e lavoro e musica e sport e amore, ma solo quello sognato, perché come al solito finisco per comportarmi da squilibrato, parlando da solo, a bassa voce, andandomene nel bel mezzo di una conversazione o interrompendoti con una puttanata, mentre stai cercando di dire qualcosa di interessante. E poi guardo il soffitto e mi sgranchisco le braccia. Il fatto preoccupante e che io per primo vorrei che questo non succedesse, ma ci casco sempre. Poi questo fine settimana non ti vedrò nemmeno, perché sto per partire per un torneo a Fano. Allora, a questo punto, dovremmo vederci il prossimo fine settimana, Venerdì al concerto e Sabato alla festa, se tutto va bene.
- Senti, A. ehm… niente … ehm … ho scoperto che mi piaci moltissimo… ehm… verresti Mercoledì a pranzo al self-service del Policlinico?… mi chiami tu, ok?
Cosa dite? Può funzionare? Forse è meglio un panino in Autogrill? Una macedonia in macchina? Due litri di Budweiser in un castagneto? Un Kebab su uno scivolo? Un Kg. di gelato “cioccolata e limone, grazie” su un passaggio a livello? Un pacchetto di Pan di Stelle sulle rive del Panaro? Di Gocciole sul Secchia?
Boh. Le propongo tutto, poi vediamo cosa risponde.
Ah, chiaramente vi saprò poi dire, miei cari.
posted by Theclap 6:21 PM
Parlo più da solo che quando sono in compagnia.
posted by Theclap 6:11 PM
Oggi ho l’occhio destro molto più chiuso di quello sinistro. Maledetta allergia.
posted by Theclap 6:10 PM
Tutto di corsa. Sempre.
posted by Theclap 7:22 PM
Sabato 18 aprile è' stato:
- poco prudente partire per Rimini alle cinque e mezza del mattino dopo solo un'ora e mezza di sonno;
- molto bello osservare l'alba, anche in macchina;
- molto rilassante cantare e suonare sulla spiaggia fredda, col sole appena sorto;
- molto curioso guardare i ragazzi addormentati che si preparavano alle partite;
- molto allegro il nostro saluto dedicato ai pochi che conoscevamo bene;
- poco sveglio il loro;
- poco geniale ma molto efficace la scelta di ripararci dal vento dietro gli striscioni della Guinness;
- abbastanza lungo il giro in roller per fare spesa e pranzare (Birre e Piadina);
- troppo meditato l'acquisto di una felpa, risultata poi indispensabile, con quel freddo;
- semplicemente incredibile l'esibizione di Freestyle;
- molto cavallopazzesca la corsa che hanno fatto tre ragazzi e due ragazze, completamente nudi, nel campo centrale, pieno di spettatori;
- incredibilmente divertente osservare la reazione di M. quando gli ho raccontato di questa corsa, che lui non aveva visto;
- molto fischianti le sue imprecazioni;
- molto appassionante seguire una partita delle ragazze di Prato;
- molto ventosa e molto abbronzante tutta la giornata.
E' stato anche:
- molto interrail lavarsi dalla testa ai piedi nel bagno di un ristorante;
- molto rompente la cena allo stesso ristorante, con il nostro vicino di tavolo che voleva a tutti i costi parlare;
- molto piacevole il concerto delle Bambole di Pezza;
- molto divertente quello degli Ska-p;
- molto meditata la scelta sulle modalità di riposo/viaggio di ritorno;
- troppo corta la dormita in macchina, nel parcheggio del Velvet;
- ancora poco prudente partire da Rimini alle quattro del mattino, dopo una giornata del genere e sole tre ore di sonno;
- buonissima la colazione in autogrill;
- molto vuota l'A14 a quell'ora;
- molto vuota l'A1 circa un'ora dopo;
- molto scortese il casellante di Modena, che non ha salutato;
- molto insistente il mio "salve", che gli ho ripetuto per tre volte;
- abbastanza spaventoso entrare al buio in camera mia ed accorgermi che mia sorella stava dormendo nel mio letto;
- comunque riposante dormire per sei ore nella sua camera;
- molto Pasquale la Domenica.
posted by Theclap 7:36 PM
Con Ben Harper in sottofondo, anche lavorare può risultare piacevole.
posted by Theclap 7:09 PM
Discriminazione
Oggi sono stato scacciato dalla Biblioteca Comunale A. Delfini, solo perchè ero entrato con i roller.
"Non si può entrare con quelli" mi ammonisce uno sconosciuto, indicandomi i pattini, dopo che avevo già restituito i libri in prestito.
"I piedi?"
"No i pattini. Non si può."
"Lo imparo adesso."
"E' vietato. Puoi uscire subito o..."
"... o rimanere fermo immobile, finche non cambia un regolamento immotivato" rispondo io. Sarei anche andato via subito, ma non sopporto quel tono altezzoso di chi vuole, maleducatamente, far valere la propria autorità, peraltro dubbia, dato che non si era nemmeno presentato come uno del personale.
"Immobile" dice lui, sorridendo. E io mi calmo e mi scuso.
"Davvero, non lo sapevo. Non c'è nessun cartello nell'ingresso"
"Beh, non possiamo mettere i cartelli per tutto. Cosa vuoi, che mettiamo Divieto di entrare in astronave?" controbatte lui, ed ha ragione, nonostante l'esagerazione.
"Astronave???" volevo solo sottolineare quanto avesse esagerato. Bastava dicesse "bicicletta".
"Non possiamo mettere i cartelli per tutto" ripete. "Vietato entrare in motorino, o che ne so, in bicicletta".
- Oh, ci voleva tanto? -. Poi guardo per terra, per vedere se ho lasciato qualche riga nel pavimento, una striscia di sporco, qualcosa per cui valesse la pena proibire l'uso dei pattini, ma non vedo niente del genere.
"Va bene... non capisco il motivo... ma se è vietato... adesso vado"
"Sì adesso!"
"Mi vuole accompagnare lei? O si fida?" chiedo, dato che non se ne andava.
"E' abbastanza grande" risponde lui.
Allora vado, ma lui mi viene dietro, nonostante le sue parole, come per accertarsi che io esca veramente.
"Buongiorno" saluto ed esco.
Poi mi interrogo su tutti i possibili motivi di questo divieto.
1) Evitare le strisciate della gomma sul pavimento di mattonelle. => Ma allora bisognerebbe vietare l'ingresso anche alle madri con il passeggino
2) Evitare le strisciate di gomma sul pavimento di legno. => Adesso nella biblioteca ci sono i lavori in corso e nessuno può accedere all'area col parquet. E comunque, vedi punto 1.
3) Evitare che "il pattinatore" possa cadere addosso a qualcuno e fargli male. => Se entra vuole dire che sa di essere in grado di non cadere (anche perchè farebbe una gran figura di merda).
4) Evitare che "il pattinatore" possa cadere e farsi male, comportando complicazioni per il personale addetto alla biblioteca. => Se mi faccio male, sono cazzi miei, poi difficilmente una caduta da fermo può avere gravi conseguenze. E comunque, vedi punto 3.
Al momento non mi vengono in mente altri motivi, ma questo non vuole dire che non ce ne siano. Chi può aiutarmi, prego, lo faccia. Grazie.
Altrimenti non saprò davvero come comportarmi, quando comprerò un'astronave.
posted by Theclap 7:47 PM
Perchè dovete sapere, ma forse no, che anche a me, come a Fedra, è morto il computer. Ma, Dio benedica l'assistenza.
"E' la scheda madre", mi spiega il tecnico, un ragazzo davvero simpatico.
"Come può essere successo?" gli chiedo io.
"Per un sovraccarico di energia, ad esempio. Magari può essere caduto un fulmine qui vicino... sai, qui in campagna... capita spesso"
"Beh, proprio spesso, speriamo di no" penso io soppesando le sue parole e pensando che se dovesse cadere un fulmine veramente vicino, sarei ben contento se l'unica cosa a che eventualmente potrebbe danneggiarsi fosse la scheda madre del pc.
Adesso, tutto a posto. E di nuovo notti insonni, davanti al computer a fare niente di tanto utile quanto dormire. Buonanotte a voi, carissimi.
posted by Theclap 1:41 AM
Il bosco era giusto dietro una cava di sabbia, dismessa da anni.
Grandi macchinari vecchi e arrugginiti, vasche per il lavaggio della ghiaia ormai prosciugate e piene di sterpagli, cartelli cancellati dal tempo, pilastri di cemento levigati dal vento, fili elettrici strappati da non so chi o cosa, silenzio spettrale. Quell'atmosfera paurosamente affascinante delle cose enormi cadute in disuso.
Prima di arrivare, mio padre mi ha anche spiegato che un suo collega archeologo, gli ha raccontato che lì "c'è una grotta dove si rifugiavano i partigiani in tempo di guerra, per scappare dai tedeschi. Ma non so dove sia". Abbiamo provato a cercarla, ma senza sapere nemmeno lontanamente la sua possibile collocazione, era pressochè impossibile trovarla e abbiamo desistito poco dopo. Un po' anche per colpa di una serie di salite sfiancanti e delle piantine che rischiavano di seccarsi. E della birra della sera prima.
posted by Theclap 4:07 PM
Ieri mattina sono andato con mio padre a fare un giro in un bosco "vicino" a casa mia, per raccogliere qualche piantina da trasformare, piano piano, in bonsai.
Papà: Adesso dobbiamo solo pensare a salvarli
Io: In che senso? (anche se avevo benissimo capito dove voleva arrivare)
Papà: Eh, per quest'anno è già molto se riusciamo a tenerli in vita. Secondo me ti rompi le palle.
Io: Mah, non è detto. Tra quanto potremo vedere i risultati?
Papà: Boh, tra una decina d'anni, potrebbero essere già delle belle piantine.
Io: Allora hai ragione: mi rompo sicuramente le palle prima.
Papà: Vedi...
Poi, a casa, a tagliare le radici e costringere quelle belle piante in vasetti minuscoli. Come cercare di portare un paio di scarpe di quattro numeri più piccolo.
Comunque, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo.
Tra una decina d'anni, vi dirò come stanno crescendo.
posted by Theclap 3:43 PM
L'aforisma del giorno
L'apparenza inganna... e la birra di certo non aiuta
posted by Theclap 5:59 PM
L'aforisma del giorno
La persona giusta è veramente quella giusta, solo se anche tu lo sei per lei
posted by Theclap 4:32 PM
Credits
…e infatti tu non c’eri. Ma la serata è stata lo stesso bella e divertente.
Anzi, tutto il fine settimana è stato bellissimo. E vorrei intimamente ringraziare chi ne ha preso parte, in ordine cronologico.
Venerdì
A., stare con te è sempre un piacere immenso e un arricchimento sotto ogni aspetto.
L., non ti conoscevo, sei molto di compagnia.
M., risate come al solito, e sguardi di chi si capisce, senza doversi spiegare a parole.
V. e B..
M., e le gare di birra.
M., matto da legare, esaltato per aver rivista e conosciuta meglio quella ragazza di cui mi avevi parlato, e che ci hai raggiunti al volo, anche se ci separavano una settantina di Km.
M., per la borsina regalo.
B. e B., ammiro profondamente chi, come voi, dedica la propria vita ad una causa, nonostante le numerose difficoltà e preoccupazioni e i pericoli incombenti.
Sabato
M. e C., se non fosse venuto nessuno dei due, non ci sarei andato nemmeno io. Siete venuti entrambi ed è davvero stata un’altra cosa.
Tutti i commensali, in particolare M., auguri (di buon compleanno); M., auguri (per la malattia che non sapevo avessi); il P., incontenibile; F. un vero amico, anche se ci si conosce da poco; e la bellissima M.
Domenica
M., A., G. e tutti.
M., quando per troppo tempo non ti vedo, mi accorgo di avere veramente bisogno della tua presenza nella mia vita. E il fatto che troppo tempo sia per me al massimo una settimana è sinonimo della grande stima e dell’ enorme affetto che provo nei tuoi confronti.
Un ringraziamento particolare a te, N., perché non ti sei fatta viva. Non mi cercare: sono molto più felice quando non ti vedo.
posted by Theclap 6:46 PM
Tra musica e speranze
Il documentario su De Andrè mi ha colpito dritto dritto al cuore.
Stasera, il concerto di Guccini sarà un'estasi dei sensi tutti.
Poi, domani, festa di compleanno, dove ci sarai anche tu.
Ed è appena rispuntato il sole dopo due giorni di pioggia battente.
Questo fine settimana rischia di essere emotivamente molto piacevole. Ma andiamoci piano, con le illusioni.
posted by Theclap 7:09 PM
"Che bella giornata limpida" ho osservato.
Poi la mia collega mi ha spiegato che erano solo venuti a lavarci la vetrata.
posted by Theclap 3:43 PM
Ieri mattina, sono uscito di casa con la biogafia di Leonardo da Vinci in mano. La mia intenzione era quella di trovare un qualsiasi posto al sole, per leggere tranquillamente.
Passo davanti a qualche vetrina, finchè non arrivo nelle vicinanze dell’ambulatorio del mio medico curante.
Non so per quale accidente di motivo, ma entro.
Vorrei prima spiegare che mi diverto un sacco, in situazioni di vicinanza forzata (sale d’attesa, banchi dei bar, ascensori, sedili in treno…), ad osservare le espressioni imbarazzate di persone che si conoscono solo lontanamente, che si trovano “costrette” ad interagire e che non sanno di cosa mai poter parlare.
Ho assistito a scene memorabili, con dialoghi di decine di minuti, composti esclusivamente da frasi fatte, luoghi comuni tanto banali che non so come non ci si possa vergognare, solo a farseli venire in mente.
(L’argomento principe è SEMPRE il tempo, anche perché ti permette volgere lo sguardo alla finestra o al cielo ed evitare discretamente gli occhi del tuo interlocutore, che come te non sa che cazzo dire, ma non vuole troncare il discorso, per non essere scortese.)
(Abito in un paese di quattromila persone. Almeno di vista credo di conoscere quasi tutti, ma ogni volta che vado dal dottore, vedo sempre facce nuove. Boh. Questo ancora non mi è chiaro.)
Beh, dicevo, entro nella sala d’attesa. Tutti zitti. Tutti tranne una coppia di informatori, rappresentanti di prodotti medicinali. Parlano dell’appartamento che lei sta arredando: niente di interessante dal punto di vista delle relazioni umane, allora mi metto a leggere. Tutti gli altri, ancora muti. Una ragazzina gioca col cellulare, una vecchietta si aggiusta continuamente e rumorosamente la dentiera, gli altri leggono qualche rivista culturale, tipo Chi, o Eva 3000.
Arriva il turno dei due informatori. Appena entrano nell’ambulatorio, per parlare col dottore, la sala d’attesa si anima. Prima due, poi tre, infine tutti, tranne la ragazzina, si mettono a parlare contro gli informatori, facendo motivo di fervida discussione il comune fastidio dovuto alla perdita di tempo.
Anche io intervengo con delle banalità sconcertanti, accolte con evidenti assensi dagli altri pazienti:
“Ogni volta, sempre la stessa cosa”
“E’ proprio vero” mi risponde la signora della dentiera
“E noi siamo sempre di corsa” dice un quarantenne, tutti annuiscono e nessuno suggerisce che, d’altra parte, i due informatori stessero lavorando
“Ne vengono così tanti, hanno così tanti prodotti: quello che conta va a finire che è il prezzo” dice uno.
“Ma ormai cosa non si decide coi soldi?” chiedo io, e gli altri giù ad annuire.
Poi, dopo un cinque minuti gli informatori escono dall’ambulatorio e tornano nella sala d’attesa, per andarsene. Chiaramente solo loro due parlano e noi stiamo tutti zitti.
Appena escono, riprende il discorso di prima e rifioriscono nuove frasi fatte. Anche io ho fatto in tempo, in quei due minuti di silenzio, a pensare a qualche frase veramente ridicola da sfornare a tempo debito.
Entra un signore, che tutti riconosciamo non essere un rappresentante e il dialogo continua. Dopo un’iniziale difficoltà comincia a dire qualche sciocchezza anche lui.
Poi entra una donna elegantissima, con una valigetta. Tipo sospetto, pensiamo. E la conversazione si rompe definitivamente.
Poco prima del mio turno, annuncio alla signora al mio fianco che:
“Ormai è troppo tardi. Devo andare.” ed esco, salutando tutti.
Passeggiando verso casa, non posso evitare di ridere, ripensando a quelle facce e a quelle puttanate accolte con una ridicola serietà.
Poi mi viene il dubbio che anche quel signore sul divano avrebbe potuto comportarsi come me, solo per osservare le reazioni provocate. E se tutti avessimo fatto apposta? Se tutti avessimo voluto esaminarci? Se io per primo, che volevo fare il furbo, avessi fatto la figura del coglione?
Ma chi se ne frega: quando rivedrò chiunque tra loro, lo saluterò con un sorriso e magari sarà proprio il sorriso di un coglione a rendergli la giornata un po’ più piacevole.
posted by Theclap 8:09 PM
Esami. E puntualmente mi ritrovo a fare orari impensabili, perchè non c'è una volta che riesca ad organizzare le mie sessioni di studio intelligentemente. O meglio, mi propongo cose umanamente fattibili, ma poi per qualche futilissimo motivo, i miei piani vanno a farsi fottere e mi ritrovo costretto ad una spasmodica e improbabile corsa contro il tempo.
Poi, sempre: "Questa è l'ultima volta", che è un po' come dire: "Da domani, a dieta". Propositi che tu per primo sai che non manterrai mai.
posted by Theclap 8:08 PM
L'aforisma del giorno
E' quando rovesci involontariamente l'ultimo bicchiere d'acqua, che ti accorgi di avere davvero sete.
posted by Theclap 7:20 PM
Oggi, giornata Ramones.
posted by Theclap 7:26 PM
Stamattina sono stato al GrandEmilia. Così, per fare una passeggiata e "curiosare un po' tra gli scaffali". Non avevo bisogno di niente, ma mi sono comprato:
- uno spazzolino da denti, un dentifricio e un burrocacao, che servono sempre,
- una confezione da dieci CD vuoti, che possono servire,
- un profumo per auto, che non serve a un cazzo.
Mi sono divertito ad osservare i ragazzi delle scuole superiori che oggi, vuoi per l'occupazione di molte scuole di Modena, vuoi per qualche cabo' ben organizzato, erano più numerosi del solito. (Come faccio poi a dirlo non lo so, dato che al GrandEmilia non ci vado dalle feste natalizie.) Ho ripensato a quando ero io a scabottare ed ho rivisto sulle loro facce il mio stesso sorriso di allora, un sorriso quasi isterico, di felicità timorosa, per il fatto di sentirsi grandi e per la paura di essere scoperti da quelli che grandi lo sono per davvero (leggi: amici dei propri genitori).
Mi sono complimentato con la commessa del negozio di camicie, per quel tocco di colore e vivacita' che manca a tutti gli altri negozi del supermercato e perchè aveva creato, con la disposizione delle camicie, un effetto ottico piacevolissimo.
Mi sono rallegrato moltissimo, perchè una ragazza si è fermata davanti ad una vetrina, sola, sorridendo e canticchiando qualcosa che purtroppo non ho afferrato ed ho pensato che anche io sorrido per niente e canticchio piano piano in mezzo alla gente. Peccato non ti conoscessi, magari abbiamo molto in comune. "Anche il tuo innato ottimismo viene continuamente eroso da quello che ti succede attorno?" "Ma lo senti ancora molto forte?" "Pensi che si potrà mai consumare totalmente?"
Avrei voluto sedermi al sole a leggere, ma la mattina era finita e dovevo rientrare a casa. "Anche tu devi preparare il pranzo per la tua famiglia?" "Anche a te rompe?" "Mi inviti a conoscerti?"
posted by Theclap 7:28 PM
Ho la straordinaria capacità di perdermi tutto quello che può passare di interessante in televisione.
Per fortuna di interessante, in televisione, non c'è mai niente e non ho rimpianti. Almeno in questo caso.
posted by Theclap 1:15 AM
Il fine settimana era stato molto bello, rassegnato a non vederti.
Poi, sabato sera, il caso vuole che io sia andato nel posto in cui vai abitualmente tu, e che tu sia contemporaneamente venuta nel posto in cui vado abitualmente io. E’stato quando me lo hanno detto, che mi sono profondamente intristito: sarebbe bastato passare di lì anche solo un attimo, prima di andare in giro, per scoprire che c’eri tu e cambiare il programma della serata. E’ stato un durissimo colpo per il mio morale, pur sapendo che non eri venuta lì per vedermi, ma per altri motivi, affatto importanti per me: quello che contava era solamente vederti.
Pazienza, ci rincontreremo, se così sta scritto. Speriamo solo che non sia troppo tardi per il mio sistema nervoso, che poco a poco sta cominciando a dare i numeri.
posted by Theclap 7:35 PM
Ieri sera, concerto di Ligabue, che non mi piace, ma era un regalo per mia sorella, alla quale piace molto. A onor del vero, il concerto non è stato male, ma niente a che vedere con quello dell’anno scorso all’Alcatraz (Milano) dei Bad Religion, che ho ancora nel cuore.
Oggi è stato bellissimo poter leggere in maglietta sul terrazzo di casa mia, scaldato da un sole di cui finalmente ci si comincia ad accorgere.
Ho anche finito il libro che stavo leggendo: “Enrico Mattei”, una biografia della collana L’identità italiana.
Il prossimo che leggerò sarà su Leonardo da Vinci.
E’ un periodo di esami, pensieri, corse, problemi di vario grado, dolori, silenzi. E sto riscoprendo le piccole cose che raddrizzano una giornata tendente al grigio-fumo:
- i bimbi in maschera, straripanti di gioia per il carnevale,
- un parcheggio vicinissimo alla destinazione,
- una canzone che non ascoltavo da tanto tempo,
- un giro tra gli scaffali pieni di profumati libri,
- le foglie di insalata rossa che sono più rugose delle foglie di insalata normale e raccolgono più aceto,
- la caviglia che si sgonfia, dopo la distorsione,
- trovare 15 € nei jeans che ho usato qualche giorno prima.
posted by Theclap 6:26 PM
30, cazzo.
Lo vedi che quando ti applichi i risultati arrivano?
posted by Theclap 7:15 PM
Ormai so tutto della storia del giornalismo italiano.
Speriamo che il prof. se ne accorga, o che almeno arrivi a crederlo.
posted by Theclap 11:53 PM
L'aforisma del giorno
Anche chi parla tutte le lingue del mondo deve imparare quando tacere
posted by Theclap 6:56 PM
Un Quiz
L’orologio del mio stereo è 11 minuti avanti, rispetto a quello del campanile, ma l’orologio a muro della cucina è 15 minuti indietro, rispetto a quello del mio stereo.
L’orologio della mia macchina è solo quattro minuti avanti, rispetto all’orologio della cucina, ma quello dell’autoradio è cinque minuti indietro, rispetto a quello della mia macchina.
Adesso sono in ufficio.
L’orologio a muro segna le 16.04 e il marcatempo le 15.53, ma l’orologio del computer segna le 15.58 ed è un solo minuto avanti, rispetto a quello della mia macchina.
Domanda:
Che ore fa l’orologio del campanile in questo momento?
Risposte:
a) Ma che cazzo me ne frega? E’ già molto che sono arrivato a leggere fino a qua, senza mandarti a cagare.
b) Ma che cazzo me ne frega? E’ già molto che sono arrivato a leggere fino a qua. Và a cagare.
c) L’ora giusta. Metti in punto i tuoi. (e va a cagare lo stesso).
d) Come faccio a saperlo? Mentre faccio i calcoli cambia in continuazione.
e) Cos’è un campanile?
Profili:
Maggioranza di risposte
a) Paziente. Grazie tante
b) Impaziente e testa di cazzo
c) Pratico (e testa di cazzo)
d) Pignolo
e) Ateo
“Arrivi mai puntuale?”
“Chiaramente no”
posted by Theclap 5:10 PM
Io Cerco l’acqua.
Sono magneticamente affascinato dallo scorrere e starei ore a guardare il lento corso di un fiume, o l’abbattersi violento di un acquazzone.
Le Piogge di una volta
Quando ero bambino, non appena sentivo le prime gocce di un probabile temporale, mi precipitavo sotto la tettoia dietro a casa mia, con una sedia e un fumetto, in genere Tex.
Affascinato dal cielo oscuratosi tanto in fretta, respirando quell’odore unico, buonissimo, che tutti conosciamo, ero come estasiato.
Le Piogge di adesso
La situazione è cambiata: durante il giorno sono raramente in casa e ho finito tutti i Tex della collezione di mio padre, ma la pioggia continua ad affascinarmi.
Adesso, ma solo se ci sono almeno 20 gradi, quando piove e non ho impegni, mi vesto male, peggio del solito, e vado a fare una passeggiata, senza ombrello né impermeabile.
E’ indescrivibile quello che provo sentendo le gocce sulla pelle, in testa, sui vestiti leggeri.
Rido, a volte convulsamente, per quella sensazione straordinaria.
I Fiumi
Quando ho bisogno di stare da solo per pensare, salgo in macchina e vado a fare un giro.
Ho notato che la maggior parte delle volte finisco per trovarmi nei pressi di un fiume, quasi sempre il Secchia, per motivi geografici, e puntualmente vado a sedermi su un sasso più grosso degli altri, a guardare l’acqua e i suoi riflessi, ad ascoltare il suono del suo continuo scorrere, a pensare a come risolvere il problema che mi attanaglia, finalmente solo, finalmente tranquillo.
Conclusioni
Scrivendo questo post mi sono reso conto:
- che associo lo scorrere dell’acqua all’intimità e di tanto in tanto cerco di ricreare una situazione nella quale concorrono entrambi gli elementi;
- che ho una voglia tremenda di primavera e di pioggia calda;
- che attualmente non ho problemi gravi;
- che ogni volta che scrivo acqua, digito anche una fastidiosa “s” tra la “a” e la “c”.
posted by Theclap 5:10 PM
Per andare in ufficio, devo superare il cavalcavia di Maranello, quello che passa al di sopra della pista di Fiorano, dove prova la Ferrari.
Oggi Schumacher ha ufficialmente provato la nuova macchina, appena presentata.
Quando c’è qualcuno in pista, Schumacher in particolare, un sacco di gente si ferma sul cavalcavia, in divieto di sosta e fermata, solo per vedere quello “spettacolo” di dubbio gusto.
La cosa più succedibile è che una macchina si metta a fare inversione a U, proprio alla fine del cavalcavia, invisibile per te, sia perché sei ancora dall’altra parte, ma stai arrivando, sia perché sei concentratissimo nel cercare di evitare motorini, portiere che si aprono all’improvviso, bibiclette e le macchine che sopraggiungono nell’altro senso di marcia e che sono nella tua medesima condizione. Inoltre, tutto si complica indicibilmente quando c’è di mezzo un camion, e qui ce ne sono sempre.
Ma oggi è andato tutto bene: niente incidenti, niente accidenti, niente ritardi, niente tragiche decurtazioni della fetta di sportivi che vanno sotto il nome di “Ferraristi”.
Tutto bene...a parte quel rumore assordante, cazzo.
posted by Theclap 5:45 PM
Tra banditi.
"Cazzo, la polizia! Cosa facciamo? Apriamo il fuoco o ci dileguiamo?"
"Spariamo!"
posted by Theclap 7:04 PM
La lista di Schindler
Capita, a volte, che prenda particolarmente a cuore il problema di qualche mio cliente, o perché il cliente è mi risulta simpatico, o perché egli visibilmente sprovveduto e io, paternalisticamente, lo prendo sottobraccio e lo accompagno in ogni passo della sua vicenda.
Faccio tutte le telefonate possibili, anche fingendomi qualcun altro, se serve; rimango in ufficio oltre l’orario di apertura; resto in costante contatto col cliente; gli do dei consigli.
Sto veramente male quando le cose non vanno come dovrebbero, o quando i tempi diventano insopportabilmente lunghi, e entrambe le situazioni sono all’ordine del giorno, nel campo assicurativo.
Il problema sorge alla fine della pratica, ma è un problema solo mio e prettamente di ordine morale.
Infatti, a questo punto, il cliente mi ringrazia molto sinceramente, quasi da amico, sia qando la pratica è finita bene, perchè sembra che io gli abbia fatto un favore, trattandolo con tante attenzioni, sia nel caso che l’esito non sia quello sperato, perché il cliente sa, intimamente, che ho fatto (quasi) tutto quello che era nelle mie possibilità.
Il problema morale è che a questo punto mi sento il più grosso figlio di puttana in circolazione perché come ho aiutato lui, avrei potuto aiutare chiunque altro. Perché questi ingiusti favoritismi?
Avete presente una delle scene finali del film Shindler’s List, quella in cui il protagonista, in lacrime, si rende conto della quantità di vite salvate e di tutte quelle che avrebbe potuto salvare, senza tanto sforzo ulteriore? Provate a fare un paragone tra le due situazioni, per quanto diverse. Il paragone regge?
Vi prego, non dite di sì: voi sareste incredibilmente esagerati e io molto più figlio di puttana di quello che pensavo.
…finalmete l’ufficio chiude, salgo in macchina e altre centinaia di pensieri si infiltrano nella parte (in)conscia della mia mente, accavallandosi e oscurandosi a vicenda.
Ma la minaccia è sempre viva, cinque giorni alla settimana, tre ore e mezzo al giorno… più eventuali straordinari.
posted by Theclap 6:45 PM
Ufficio e caffè
1 - In ufficio ho una macchinetta per il caffè espresso.
2 - Lavoro part-time, solo al pomeriggio.
3 - In ufficio il caffè lo bevo solo io.
4 - Non bevo più di un caffè al pomeriggio.
5 - L'ordine minimo, per la consegna del caffè è di 300 pezzi.
1 + 2 + 3 + 4 + 5 = Sto bevendo del caffè scaduto da quattro mesi.
Ma se pensate che possa fare male, non avete mai letto niente di questo tipo
posted by Theclap 7:30 PM
Nel dialetto modenese le lire vengono chiamate franc (franchi). Es. Zinquantaméla franc (50mila).
1) Etimologicamente, immagino che derivi dai tempi del dominio Napoleonico dell’Emilia Romagna. Repubblica Cispadana, Transalpina, Isola d’Elba e tutte quelle belle storie, così soggette ad oblio, che ci hanno raccontate a scuola.
2) Franc, al contrario dell’italiano lire non è mai sottinteso, cioè Zinquantaméla franc sono sempre Zinquantaméla franc, e non possono essere solo Zinquantaméla.
Morale? Nessuna, solo due osservazioni sul rapporto MIO NONNO / SOLDI, già analizzato ieri in un suo aspetto.
posted by Theclap 4:38 PM
Mio nonno mi raccontava che quando era giovane esisteva una monetina chiamata cavurèin (Cavourino), che quando te la guadagnavi o, ancora meglio te la regalavano, eri contentissimo, perchè potevi passare una serata togliendoti ogni voglia.
“Come le centomila adesso?” chiede mio padre
“Noooo, meno. Cinquantamila. Ma neanche.” risponde mio nonno e spiega “potevi andare al café, al cinema, al café, a ballare e poi anche a fare un giretto al café e ti rimaneva ancora qualcosa.”
Una strana concezione del costo attuale dei divertimenti (e dei prezzi nei café).
Fortuna che la paghetta settimanale non me la dà mio nonno. E poi perché me la dovrebbe dare?: lavoro e non me la dà neanche mio padre. Ho uno stipendietto modesto, ma sufficiente per andare al café, al cinema, al café, a ballare e anche a fare un giretto al café e mi rimane ancora qualcosa.
posted by Theclap 6:17 PM
Una notizia terribile. Giorgia... no... dai
posted by Theclap 6:50 PM
L'interrogativo del giorno
Ma Dewey di che cazzo si faceva?
posted by Theclap 5:04 PM
Annunci
A.A.A. cercasi compagno di sventura per una bella estate del cazzo.
posted by Theclap 7:18 PM
Disse il saggio
Chi ride con tutto il corpo, ma non cogli occhi, vuole solo far credere di essere felice. Fate attenzione.
posted by Theclap 12:34 PM
Parlando, R. ha affermato che io non potrò mai innamorarmi. Ha anche motivato, ma non ricordo se credibilmente, questa sua affermazione.
Probabilmente avrei dovuto disperarmi o mandarlo a cagare. Invece no. Sono rimasto lì a sentire quello che diceva, guardandolo con una sorriso ebete e un'espressione di beatitudine.
Semplicemente me ne stavo fregando del significato profondo delle sue parole: la mia mente era interamente concentrata sul suono che proveniva dalle casse del locale.
Sul palco c'era un duo acustico di chitarre. E io quando sento una chitarra, se suonata bene, perdo la cognizione del mondo circostante e comincio a sorridere, esplodendo in qualche risata forte, di pura gioia, nei passaggi chiave o particolarmente difficili o ben curati.
Una sorta di passione goduriosa, culminante nell'orgasmo delle note finali che chiudono il pezzo.
Quello che provo è vero amore.
(Ma l'applauso che normalmente parte è un modo di manifestare il proprio apprezzamento che non ha niente a che vedere con l'amore, tant'è che si applaude spesso per simpatia, per contagio cioè quando si sente qualche battito di mani, ci si unisce, perchè bisogna fare così.
Questo non è certo amore, ma piuttosto volgarità, pornografia, alla quale partecipa anche chi non ha neanche lontanamente fatto caso alla musica. Ma sempre meglio lo scrosciare degli applausi che una valanga di insulti e fischi.)
R., però, non si riferiva chiaramente alla musica e quello che ha detto, in qualche modo, mi è rimasto in testa e oggi mi fa pensare. Sarà vero? Voglio credere che non lo sia.
Ironia della sorte: al tavolo dietro il nostro sedeva la cugina di una ragazza con cui sono uscito per qualche tempo, ma di cui non ero minimamente innamorato.
posted by Theclap 11:54 AM
In macchina ho:
- 1 ombrello rotto (il mio)
- 1 ombrello aggiustato (fregato a mio padre)
- 1 paio di guanti della Thinsulate (sì, quelli che hanno tutti)
- 1 paio di guanti neri scamosciati e smarcati
- 1 guanto spaiato che non so di chi sia
- 1 raschietto per il ghiaccio
- 1 raschietto per i denti, conosciuto dai più col nome di spazzolino
- 1 dentifricio
- 1 spazzola
- 1 sciarpa che credevo persa
- 1 paio di roller
- 1 bottiglia di acqua Levissima (senza un goccio d'acqua)
- 1 agenda del 1999
- 1 block notes
- 1 minibusto di Ottaviano Augusto
- 1 scatola da 10 accendini, ma ce ne sono dentro solo 6 (e io non fumo)
- 1 straccio
- 1 (finta) pelle di daino
- 1 pallone da pallavolo rubato e sgonfio
- 2 frisbee
- 4 pile scariche (da buttare nell'apposito pattume per pile giallo)
- 1 decina tra matite spuntate e biro che non scrivono
- decine di cassette e custodie per cassette
- almeno 20 pacchetti di fazzoletti di carta
- centinaia di fotocopie di appunti e spartiti (abilmente sparpagliati nel baule)
Direi che sia tutto, o quasi.
posted by Theclap 4:52 PM
"Te lo posso assicurare..."
Ho amici che, quando si chiacchiera, prendono parola SEMPRE con un "no", anche quando sostengono esattamente la stessa posizione del loro interlocutore.
Secondo me questo è incredibilmente fastidioso, perchè trasforma anche un semplice scambio amichevole di battute in una interazione conflittuale.
Quindi smettetela, voi, polemici a tutti costi, e smettetela anche voi presuntuosi.
O almeno vogliate capire che è questa una delle ragioni per cui chi parla con voi non è mai veramente a suo agio, che è questo uno dei motivi per cui finite puntualmente col discutere.
Nessuno è depositario della Verità Assoluta.
"Ve lo garantisco io..."
posted by Theclap 7:01 PM
"Vuoi andare piano? Sei ubriaco!"
"Andare piano?? Ma se stai guidando te!"
posted by Theclap 7:04 PM
L'aforisma del giorno
Oggi è stata una giornata talmente stressante che un'insicuro avrebbe cominciato a fumare.
Io mi sono comprato due etti di eroina.
posted by Theclap 7:16 PM
Finanziamenti per la ricerca scientifica
Sono appena tornato da un negozietto qui vicino, dove ho comprato il Glysolid. Oggi non bado a spese.
Queste sono le misure dello stick della Glysolid:
35 mm di lunghezza
14 mm di diametro.
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5,7 ml di prodotto
Prezzo? 1 euro virgola 75.
Penso che non ci sia confronto.
posted by Theclap 7:08 PM
Dato che questa faccenda del burrocacao non mi è proprio andata giù, ho voluto fare le cose empiricamente.
Essendosi staccato lo stick, l'ho estratto del tutto dalla sua sede e l'ho misurato con un righello che ho qui sottomano.
Allora, il suddetto stick, è un cilindro di:
27 mm di lunghezza
12 mm di diametro.
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3,8 ml di prodotto
Il tutto allo smodico prezzo di 4,40 Euro
Ridicolo, no?
Cosa ne pensate voi?
posted by Theclap 6:26 PM
Allora, scrivo adesso perchè sono incazzatissimo.
Stamattina sono andato a Modena, perchè dovevo fare alcuni giri.
Ero senza burrocacao e mi sono fermato in una farmacia per comprarne uno. Sul bancone ce n'erano solo due tipi, costosissimi e a parer mio, che sono abituato al Glysolid classic, piccoli di dimensioni. (Il famoso rapporto QUANTITA'/PREZZO.)
Chiedo alla farmacista se ce ne ha, per caso, degli altri, ma ha fretta, è svogliata e mi dice:
"Sì, Labello azzurro, rosa..." e un'altra marca a me sconosciuta.
Dato che non avevo il tempo per trattare, ho deciso di prendere uno di quelli che erano sul bancone: Homeostick, della Boiron.
Questo, per il modico prezzo di, sentite bene, 4,40 euro.
Io non mi intendo molto di burricacao, ma come prezzo mi sembra esagerato.
Anche perchè, una volta aperta la confezione, noto, con disappunto, che lo stick del prodotto è sottilissimo e cortissimo, per i miei canoni (Labello, ma solo il Med, e Glysolid).
Il profumo, alla Calendula, è molto buono, devo ammetterlo. Anche la confezione è piuttosto bella.
Obiettivamente, così nel vederlo, anche da vicino, si vede che è un balsamo per labbra di tutto rispetto.
Voglio dire: l'ho pagato caro, ma la mia immagine sociale ne guadagnerà certamente. Basta che io stia attendo a sfoggiarlo al momento più opportuno... e il gioco è fatto.
Cazzo, ma ho fatto un grande acquisto!
Perchè ero incazzato?
Ah, sì...
... il vero problema è che lo stick è TROPPO sottile per la confezione e alla prima passata si è già rotto, staccandosi dal fondo e appoggiandosi al bordo.
Adesso è davvero difficile da usare, perchè bisogna stare molto attenti a non farlo cadere e non potrò più mostrarlo con orgoglio agli amici, dannazione.
posted by Theclap 6:20 PM